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A Gavorrano sto bene ed ho un altro anno di contratto, accetterei proposte solo da grandi club

Ci tengo a chiarire, tramite le pagine del mio sito web, la questione sulla domanda che tutti mi stanno ponendo in questo momento, dai giornalisti alla gente che incontro per strada: “Ma il prossimo anno cosa farai?”. Sono circolate alcune voci che mi davano ad un passo da altri club e sono onorato di sentire il mio nome accostato a società come Perugia o simili. Ma ci tengo a precisare che sono solo voci.
Io a Gavorrano sto bene, la società è sana e l’ambiente sereno permette di lavorare con tranquillità.
Lavorare con i giovani e sui giovani è stimolante in quanto sono proprio loro che costituiscono il futuro del calcio e vederli “crescere” e migliorare è sempre una grande soddisfazione. Con il Gavorrano quest’anno siamo scesi in campo con una una formazione che comprendeva quattro/cinque giocatori classe ’91 e due/tre classe ’90.
Mi era stata chiesta la salvezza e invece abbiamo lottato fino all’ultima partita per entrare nei play off.  Abbiamo chiuso così al settimo posto con 62 punti e il migliore attacco dell’intero campionato con 69 reti. Questo è un premio, non solo al mio lavoro, ma anche a tutta la società del Gavorrano, alla grande competenza del Direttore Sportivo Filippo Vetrini e ovviamente al supporto della proprietà dell’Ing. Luigi Mansi.
Certo è che, ne abbiamo anche parlato con il Direttore Sportivo, se mi dovessero arrivare proposte importanti dalla serie B sarebbe la società dello stesso Gavorrano ad esserne felice e a non aver problemi a lasciarmi andare.
Vivendo a Firenze, incontro spesso tifosi viola che mi fanno domande sul mio futuro e mi chiedono se tornerei volentieri a vestire la maglia viola. Per me ovviamente, dopo i bellissimi anni passati ad allenare le giovanili viola (allievi e primavera), sarebbe un sogno allenare la squadra di questa città, e potenzialmente sono già pronto anche per squadre di questo livello. Sono circolati talmente tanti nomi di allenatori  in questi giorni…
Oggi è stato ufficializzato il nuovo Direttore Sportivo. Non conosco Pradè, se non per il lavoro svolto in questi anni alla Roma, certamente è un tassello importante che la società viola ha posto nella nuova ricostruzione.

www.renatobuso.it

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Condoglianze

Alla famiglia Morosini, alla società del Livorno e ai compagni di squadra di Piermario rivolgo le mie sentite condoglianze.
Renato Buso

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“Il Raccattapalle” di Cristiano Militello intervista a Renato Buso su Radio 101

Intervista a Renato Buso a cura di Cristiano Militello durante il programma di Radio 101 “Il Raccattapalle”.

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Squalifica Gavorrano-Vibonese

Riguardo alla squalifica del giudice sportivo, in riferimento al referto arbitrale della partita Gavorrano-Vibonese, Renato Buso commenta la sentenza depositata in Lega:
“L’arbitro ha assolutamente dichiarato il falso in tutti i punti descritti. Mi difenderò nelle sedi opportune e richiederò anche il permesso alla Federazione ad agire per vie legali per diffamazione. Tengo molto alla mia immagine e, leggere nella sentenza che mi viene attribuita una “parola blasfema”, mi fa inorridire. Credo sia opportuno far capire che tutto ciò non è avvenuto. Questo non solo perché lo dichiara il sottoscritto ma anche perché insieme a me erano presenti altre persone tra cui il Direttore Sportivo e altri dirigenti. Visto il referto, che mette in causa proprio i nostri dirigenti, saranno loro a testimoniare ciò che hanno visto e quello che è realmente accaduto. Sono profondamente deluso perché può bastare una persona, non tanto un arbitro, per ledere un’immagine di grande professionalità. Io non accetto che la serietà che ho dimostrato nei miei 27 anni di carriera nel calcio venga intaccata o messa in discussione con false asserzioni. La cosa più incredibile è che mi vengono attribuite, oltre all’espressione blasfema, frasi irriguardose e il tentativo di trascinare l’assistente arbitrale verso gli spogliatoi quando, in realtà, non ho neppure offeso né l’arbitro né l’assistente arbitrale”.

Per la cronaca, il dispositivo della sentenza recita così: “Al termine del primo tempo di gara rientrando negli spogliatoi avvicinava l’arbitro e dopo aver pronunciato una espressione blasfema, rivolgeva allo stesso una frase irriguardosa; lo stesso ripeteva il predetto comportamento anche nei confronti di un assistente arbitrale che afferrava per un braccio cercando di trascinarlo verso gli spogliatoi, a ciò impedito dall’intervento dell’arbitro e dei propri dirigenti”.

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Vittoria Coppa Italia

buso41

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